Vishal ha passato la sua infanzia tra la spazzatura, ha imparato l’arte di arrangiarsi, il suo letto è stato – per anni – il pavimento della stazione dei treni.

Siamo in India, dove 78 milioni di persone non hanno una casa, dove centomila bambini, ogni notte, dormono per le strade di New Delhi.

Oggi passeggio per la capitale guardandola con nuovi occhi, quelli di Vishal.

In India il fenomeno dei bambini di strada è molto diffuso, secondo l’UNICEF si dividono in due categorie: i bambini sulla strada e i bambini della strada.

I bambini “della strada” sono bambini completamente soli, senza casa e senza famiglia. I bambini “sulla strada” si guadagnano da vivere chiedendo l’elemosina, ma ritornano a casa la sera e sono in contatto con le loro famiglie. La distinzione è importante perché i bambini “della strada” hanno delle carenze affettive e psicologiche dovute alla mancanza delle famiglie. Diversamente da quanto si possa pensare, non si tratta di abbandoni da parte dei genitori, ma il più delle volte sono gli stessi bambini che fuggono da situazioni disagiate, di povertà o violenza. Vishal se n’è andato perché in famiglia era trascurato e maltrattato.

Chandra, una bambina di 10 anni dalla pelle inscurita da strati di polvere, è scappata per inseguire il suo sogno, vuole diventare una ricca attrice di Bollywood.

Le ragioni per cui un bambino si trova a vivere da solo per strada, in India, possono essere:

  • fugge da una condizione di disagio, alla ricerca di una vita migliore
  • vive già per strada con la sua famiglia
  • è stato venduto dalla famiglia
  • è nel giro del racket della mendicità

La maggior parte di questi bambini finisce a vivere per le strade delle metropoli, in mezzo ai rifiuti, in quartieri malfamati, vivendo di scippi ed elemosina; molti finiscono nel tunnel della droga dei poveri (colla e lucido da scarpe)

Il peggio che può accadere è essere fagocitati nel racket della mendicità, che funziona come quello della prostituzione: i bambini sono obbligati ogni sera a consegnare il denaro dell’elemosina al loro capobanda.

Una prigione senza sbarre da cui è impossibile uscire da soli. Le bande criminali sfruttano i bambini, li trovano o li comprano e li mettono in strada a mendicare. I bambini più deformi e malati sono quelli che fanno guadagnare di più e non è una leggenda, ma pura realtà, che vengano amputati degli arti, accecati o sfregiati con l’acido. Vi ricordate il film The Millionaire? Almeno lì c’è un lieto fine.

Il traffico dei bambini è una piaga che colpisce i villaggi più poveri dell’india, dove le famiglie non riescono a sfamare i loro figli… e li vendono. “Non abbiamo una casa in cui stare e abbiamo già due figli” così dicono Geetabai e suo marito Pandunayaka, che l’anno scorso hanno venduto il loro figlio di due mesi.

Bhuvan Ribhu, del movimento per l’infanzia Bachpan Bachao Andolan, ha riferito all’agenzia Reuters: “I bambini vengono comprati come i buoi, ma questi animali vengono pagati oltre 15mila rupie, il prezzo dei bambini varia tra le 500 e le 2mila rupie” – dai 7 ai 30 euro – il costo di un aperitivo o di una cena in Europa. – (fonte Asianews)

Fonte: Viaggiare Libera

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