MUMBAI – Per far sì che i bambini di strada frequentino la scuola, nella città di Thane – nell’India occidentale – i funzionari civili hanno in primo luogo spinto i genitori ad iscriverli regolarmente presso le scuole statali. I bambini si presentavano tardi o non si presentavano affatto, finendo con l’abbandonare in fretta.

Così i funzionari hanno optato per delle piccole scuole vicine ai luoghi in cui i bambini vivono, in particolare nei pressi dei semafori.

Grazie alla partnership con una no-profit, lo scorso giugno è stata aperta la prima scuola in un container ristrutturato, sotto un cavalcavia vicino ad uno dei più frequentati semafori di Thane, alle porte di Mumbai.

Questa volta i bambini sono rimasti.

“È stata un’impresa titanica convincere i genitori a mandare i propri figli a scuola, in quanto per loro rappresenta la perdita di un paio di mani per guadagnare soldi extra” ha detto Manish Joshi, vice commissario presso il Comune di Thane. “Ma ci sono venuti incontro e la comunità ha realmente abbracciato il programma. Per una città caratterizzata da una popolazione migrante in strada, questa è la soluzione migliore.”

Non ci sono dati ufficiali circa il numero dei bambini di strada in India, ma alcuni organizzazioni di beneficenza stimano che si tratti di circa 1 milione. La maggior parte accompagnano le loro famiglie quando migrano dalle aree rurali verso le città in cerca di prospettive migliori. Mumbai, capitale finanziaria dell’India, è stata a lungo una calamita per i migranti. Ci sono più di 37.000 bambini di strada in città, secondo uno studio del 2013 di ActionAid e del Tata Institute of Social Sciences. Non potendosi permettere neanche l’alloggio più economico, i migranti spesso si riversano in città vicine, tra cui Thane, dove vanno a finire sui marciapiedi e sotto cavalcavia, facendo lavori saltuari, vendendo bigiotteria ed elemosinando ai semafori per guadagnarsi da vivere.

Il Right to Education Act del 2009, che garantisce l’istruzione gratuita fino all’età di 14 anni, ha portato i funzionari governativi e le associazioni di beneficenza a spingere i bambini di strada a frequentare la scuola. Ma la mancanza di una residenza permanente abbinata al loro stile di vita rappresentano una sfida, ha detto Bhatu Sawant, a capo della no-profit Samarth Bharat Vyaspith, che gestisce la scuola nel container di Thane.

Per impostare la scuola, i funzionari civili hanno recintato uno spazio sotto il cavalcavia. Hanno creato ad una estremità una piccola area giochi con un’altalena ed uno scivolo, e collocato una guardia al cancello.Il container è dipinto con colori vivaci, con l’alfabeto ed i numeri, ed è munito di ventilatori e luci. L’aula, con scaffali alle pareti, può ospitare circa 35 bambini e c’è anche una sala insegnanti.

Dal momento che i bambini aiutano i genitori a vendere oggetti vari e fiori durante le ore di punta al mattino e alla sera, la scuola funziona a partire dalle 10:30 del mattino fino alle 17:30 del pomeriggio. Il personale ha passato i primi mesi ad insegnare ai bambini l’importanza della pulizia, a non litigare per il cibo o a tenere le loro mani come insegnato loro dai genitori quando vengono inviati a mendicare.

“Questi ragazzi non possono essere inseriti in una scuola normale con l’aspettativa che vi si adeguino. La scuola deve adattarsi alla loro vita” ha detto a Reuters Sawant della Fondazione Thomson.”Ma il fatto che siano in strada non significa che non possano ricevere un’istruzione. Se questi bambini non vanno a scuola, dobbiamo portare la scuola da loro” ha detto.

A disposizione dei 27 bambini della scuola del container c’è una biblioteca, una ludoteca e un’area per lavarsi in modo che possano fare il bagno tutti i giorni. Ci sono armadietti per conservare le loro uniformi ed i libri, in modo che non vengano danneggiati o rubati per strada.

Un medico visita la scuola per controlli regolari ed un barbiere taglia i capelli ai ragazzi una volta al mese. Le porte e le finestre della scuola sono fatte in modo tale da attutire il rumore del traffico fuori. All’interno, i bambini si siedono sul pavimento a gambe incrociate in gruppi, con un insegnante, andando oltre i loro esercizi di matematica, inglese e scrittura. All’esterno, su una stuoia, i più piccoli stanno seduti in cerchio con un altro insegnante ad ascoltare una storia.

“Inizialmente, è stato molto difficile – non erano abituati a star seduti nello stesso luogo per così tanto tempo, erano ostili o semplicemente andavano a dormire”, ha detto Arti Param, che si occupa della formazione dei quattro insegnanti a tempo pieno e di qualche docente volontario.

“Abbiamo anche dovuto insegnare ai loro genitori l’importanza di mandare i figli a scuola, così che non debbano vivere in strada come loro,” ha detto. Il tasso di alfabetizzazione in India è salito al 73% nel 2011 rispetto al 65% di dieci anni prima ed il tasso di iscrizione nelle scuole è cresciuto. Ma almeno 6 milioni di bambini di età compresa tra i 6 ed i 13 anni restano fuori del sistema scolastico, secondo un’indagine del 2014.

Devendra Fadnavis, primo ministro dello stato del Maharashtra, di cui Mumbai è capitale, ha annunciato il mese scorso che lo Stato avrebbe cercato di replicare il modello della scuola nel container per bambini di strada altrove. A Thane, Sawant ha chiesto ai funzionari civili altri due container per una scuola materna ed una superiore. Si prevede anche di portare i bambini da altri semafori grazie ad uno scuolabus da giugno. Ma ci sono sfide più grandi, ha detto.

“Agli occhi dello stato, restano bambini di strada anche se hanno vissuto qui per 20-25 anni”, ha detto. “E se i genitori non sono in grado di guadagnare qui, si muovono altrove e l’istruzione dei bambini torna a diventare una questione da risolvere” ha continuato.

Il Comune sta prendendo in considerazione corsi di formazione per i genitori in modo da aiutarli a trovare lavoro e casa, ha detto Joshi. Ma in una città con affitti elevati e pochi alloggi a prezzi accessibili, questa è una sfida, continua.

“Questa scuola è stato un grande successo, sempre più migranti vogliono questa opportunità per i loro figli”, ha detto Joshi. “La vera sfida è interfacciarsi con fenomeni quali le migrazioni e le popolazioni senza fissa dimora.”

Fonte: Mail Online

Credits: Thomson Reuters Foundation – the charitable arm of Thomson Reuters, that covers humanitarian news, women’s rights, trafficking, property rights, climate change and resilience. Visit news.trust.org to see more stories.

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