DAKAR – Prosegue l’allontanamento dei bambini dalla strada a Dakar. Il Governo, nell’ambito della riorganizzazione della città, è determinato a portare avanti questa lotta contro lo sfruttamento dei minori che tendono la mano per ricevere qualche spicciolo, qualche grammo di riso o di zucchero da consegnare ai maestri coranici. Questi, estremamente attaccati ai risultati ottenuti dall’accattonaggio da parte dei bambini, hanno adottato, nella periferia di Dakar, una nuova strategia: la riorganizzazione degli orari di uscita in strada dei talibés.

Oggi, a Parcelles Assainies ed a Guédiawaye, al mattino presto ci sono meno bambini impegnati a mendicare. Nelle ultime settimane affollavano molto presto le strade della città dormiente e prendevano d’assalto gli incroci, tendendo la mano ai passanti ed ai conducenti delle auto per racimolare spiccioli, riso e zucchero e consegnarli ai maestri coranici. Ma da quando sono iniziate le operazioni per l’allontanamento dei bambini dalla strada, i talibés, seguendo le indicazioni dei maestri coranici, giocano a nascondino con i membri della commissione incaricata di fermare lo sfruttamento, attraverso l’accattonaggio, dei bambini da parte degli adulti.

Una piccola indagine a Parcelles Assainies ed a Guédiawaye lo ha documentato. Oggi i talibés vengono lasciati alle 10 del mattino e alle 17 del pomeriggio. Sono attivi soprattutto tra le 19 e le 23 quando sono quasi certi che non incroceranno i veicoli della commissione.

Il cambiamento degli orari sembra essere una sfida lanciata dai maestri coranici alle autorità. “La nostra daara si trova presso l’unità 18 di Parcelles Assainies” risponde un talibé di 9 anni dall’aspetto malandato, incontrato vicino al municipio allo scoccare delle 21.

Al mercato dell’unità 17 di Parcelles Assainies i bambini mendicanti sono una legione intera. Alle 18, simili a tante formiche, prendono possesso di questo luogo di compravendita disturbando i commercianti ed i loro clienti.

Un atteggiamento di sordità verso l’arresto del fenomeno di accattonaggio

Secondo il commerciante Omar Gueye il fenomeno non è ancora stato estirpato a causa del fatto che non esistano delle sanzioni da infliggere ai fautori di questo sfruttamento. “Senza delle misure coercitive i maestri delle daara rimarranno sempre sordi nei confronti degli appelli del governo nell’ambito della lotta all’accattonaggio” sostiene.

Mor Dieng, un senegalese espatriato in vacanza a Dakar, “scandalizzato dall’accattonaggio da parte dei bambini nei centri urbani e dalla promiscuità in cui vivono” chiede “l’emissione, da parte dei servizi competenti, di un’autorizzazione prima dell’apertura di una scuola coranica.” Secondo lui, una tale mossa contribuirà a modernizzare le daara, che, a loro volta, potranno beneficiare delle sovvenzioni statali. “Ogni gruppo di bambini deve essere inquadrato. Lasciare i bambini nelle mani di qualcuno che li espone a tutti i venti è inaccettabile in un Paese che vogliamo riorganizzare” dice Mor Dieng.

Secondo alcuni dei nostri interlocutori, il lavoro di allontanamento dalla strada dei bambini da parte della commissione nazionale non è sentito in periferia. “Non abbiamo visto questa commissione dal lancio di operazioni. Ci sono bambini mendicanti un po’ ovunque” ha detto Abdoulaye Seck durante un incontro chiamato “Croisement de Cambérène”. Secondo lui le autorità hanno circoscritto le operazioni al centro di Dakar, nelle sue immediate vicinanze ed in un paio di quartieri residenziali, ignorando la periferia piena di bambini impegnati in attività di accattonaggio.

Adulti sostenuti dai bambini

Questi bambini vivono il calvario perché chiedono l’elemosina per sopravvivere. A Dalifort, all’interno del mercato del pesce, passano davanti alle bancarelle dicendo «Sarakh ngri yalla» (la carità in nome di Dio). Secondo la signora Fall Binta Dieng, incontrata sul luogo, dobbiamo aiutare le autorità a sradicare questo fenomeno. “Questi sono i bambini che sfidano intemperie e pericoli di ogni genere per sostenere degli adulti che si crogiolano nell’ombra” si indigna.

Molte persone come la signora Fall Binta Dieng fanno appello ai partiti politici, alle organizzazioni non governative, alla società civile ed ai leader religiosi per sostenere il presidente, Macky Sall, nella lotta contro lo sfruttamento di bambini. “Dobbiamo modernizzare le daara per inquadrare meglio i bambini. Tuttavia, dobbiamo stabilire una serie di criteri da rispettare per i maestri coranici prima della concessione da parte dello Stato e dei suoi partner del sostegno finanziario e materiale”.

Secondo il maestro Ibrahima Sow, lo Stato non dovrebbe piegarsi anche se alcuni già considerano la lotta contro l’accattonaggio un colpo alla religione musulmana. “L’Islam non predica lo sfruttamento dei bambini da parte degli adulti” afferma Ibrahima Sow.

Fonte: lesoleil.sn – Cheikh Malick COLY

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