E’ rumorosa, fumosa, fetida, sovraffollata e caotica – sicuramente non si tratta di una parte di Nuova Delhi che considereresti una destinazione turistica. Ma ogni mattina, una giovane guida indiana conduce più o meno una dozzina di visitatori nel labirinto di vicoli che circonda la stazione ferroviaria di Nuova Delhi.

INDIA – E’ un tour chiamato City Walk, tra bambini che chiedono l’elemosina, rubano, lucidano le scarpe e lavano i vetri delle auto cercando di tirar su qualche rupia.

La guida di 18 anni, Satender Sharma, e’ un ex bambino di strada e conosce in prima persona i pericoli e le libertà del vivere contando solo su se stessi.

“In questa passeggiata”, promette, “vi dirò di più sulla vita di strada, di come i bambini arrivano sulle strade e di cosa fanno”. Lo fa con un imperturbabile e pungente umorismo che svanisce solo quando parla di come è fuggito di casa, all’età di 11 anni, a causa di un padre violento.

“Mio padre picchiava tutta la famiglia” dice Satender. “E’ alcolizzato. Un giorno ha picchiato così prepotentemente mia madre che l’ha uccisa”.

Come molti dei bambini che finiscono sulle strade, Sharma prese clandestinamente un treno per scappare via, ed è finito, solo e senza un soldo, alla stazione ferroviaria di Nuova Delhi.

I bambini nelle stazioni indiane devono affrontare sfruttatori di ogni tipo, ma Sharma ha imparato che i maschi, almeno, possono guadagnarsi una vita, seppur precaria, se sono furbi e sfacciati.

Vita sulle strade

Conduce il gruppo in una piccola piazza in cui si assiste ad una scena che potrebbe essere tratta da “Oliver Twist” di Charles Dickens. I ragazzi svuotano dei sacchi sull’asfalto, fuori da un centro di riciclo della spazzatura. Vendono bottiglie e lattine che hanno trovato rovistando tra i rifiuti del vicinato.

Le bottiglie di whiskey in vetro sono le migliori, dice, le valutano 3 rupie al pezzo.

“I ragazzi, vivendo sulle strade, possono dedicarsi a diverse attività – il borseggio, chiedere l’elemosina, lavorare al banco della frutta, pulire le auto, lustrare le scarpe e vendere la spazzatura” dice. “Tramite queste attività, possono guadagnare più di 200 rupie al giorno”. Si tratta di circa 4.50 $, parecchi soldi per un paese in cui circa l’80% della popolazione vive con meno di 2 $ al giorno. Ma c’è un problema, dice Sharma, i bambini di strada non hanno un posto in cui conservare i soldi guadagnati in modo che non vengano rubati – dagli adulti, dai bambini più grandi e, a volte, dai poliziotti corrotti. Devono spendere tutto quello che guadagnano giorno per giorno.

“Sapete in cosa li spendono?” chiede. Molti dei turisti provano a dare un risposta – “Cibo?” – ma Sharma scuote la testa. Il cibo non è un problema.

I bambini possono prendere del cibo al vicino tempio Sikhista che assiste i senzatetto o possono rubarne dalle cucine della stazione. Ci sono due cose principali in cui i bambini spendono i proprio guadagni, spiega Sharma: le droghe ed i divertimenti.

Di fronte al centro di riciclo dei rifiuti, c’è un negozio con 2 console di videogiochi. Un bambino sugli 8-9 anni aziona una coppia di lottatori di karate oltre lo schermo sbiadito.

“Sono un esperto”, dice Sharma, che ammette di spendere migliaia di rupie in videogiochi. “Sono capace di vincere ogni tipo di gioco”.

Un’altra tra le forme di intrattenimento preferite sono i film, soprattutto il venerdì, quando Bollywood lancia i suoi ultimi lavori. I bambini possono guardare tre spettacoli di fila, dormire e stare lontani dalla polizia.

Possono anche sniffare le loro droghe, a scelta tra la colla ed il correttore. Sharma spiega che i bambini che inalano le droghe muoiono tendenzialmente prima che raggiungano gli ultimi anni dell’adolescenza.
Il destino delle ragazze sulle strade è anche peggiore rispetto a quello dei ragazzi. Più o meno tutte vengono subito prese dai protettori ed inserite nel giro della prostituzione.

“Peter Pan” incontra “Il signore delle mosche”

Un assistente sociale del gruppo chiamato “Salaam Baalak Trust” trovò Sharma. Salaam Baalak significa: “ciao, bambino di strada”.

Sharma guida il suo gruppo verso uno dei punti d’incontro con l’associazione, di fronte alla stazione di Nuova Delhi. E’ un piccolo rifugio dove i bambini possono consumare un pasto o dormire.

Una mezza dozzina di bambini sporchi si accalcano su un tavolo da gioco, incolonnando le pedine della dama. Sharma dice che, per molti di questi bambini, la vita sulla strade è meglio di quello che si sono lasciati alle spalle e offre loro una sorta di libertà a cui è difficile rinunciare.

Una via di mezzo tra i Bambini Sperduti di “Peter Pan” e i giovani selvaggi del “Signore delle Mosche”. E’ la libertà di non fare il bagno e di non andare a scuola, di giocare ai videogiochi e andare al cinema, di stare fuori a tutte le ore.

I consulenti psicologici non mettono pressione sui bambini per tirarli fuori dalle strade finché non sono pronti, dice P.N. Mishra, un membro del consiglio esecutivo di Salaam Baalak. Alcuni di loro alla fine decidono di tornare a casa.

“Stiamo cercando di riportarli dalle loro famiglie. Ogni anno ricongiungiamo dai 600 ai 700 bambini in diverse parti dell’India. Quando il bambino è pronto, contattiamo i suoi genitori” dice Mishra.

Mishra dice che Salaam Baalak, uno dei tanti gruppi che aiuta i bambini di strada in India, si occupa di circa 3000 bambini ogni anno. Ma si tratta solo di una piccola parte rispetto ai 300,000 che si stima vivano per le strade di Nuova Delhi. Alcune stime suggeriscono che l’ammontare totale di bambini di strada in India superi i 18 milioni. I programmi governativi non raggiungono così tanti bambini perché molti sono privi di documenti e risultano invisibili al sistema.

Nessuna vergogna, vivono solo le loro vite

Ci sono due categorie di bambini di strada, afferma Mishra. Molti dei bambini di strada appartengono ad intere famiglie di senzatetto. Lui dice che Salaam Baalak si concentra sull’altra categoria, quella dei bambini “completamente senza genitori, senza punti di riferimento”.

I bambini che non possono o non vogliono tornare a casa possono vivere in uno dei rifugi di Salaam Baalak.

Sharma conduce il suo gruppo di turisti al piano di sopra, presso il centro comunitario in cui ha trascorso 6 mesi, prima che si fidasse dei consiglieri psicologici abbastanza da confessar loro la sua provenienza.

Questo è il giorno della TV e circa due dozzine di ragazzini si rannicchino come cuccioli sotto le coperte mentre guardano i cartoni.

Mishra dice che i bambini lì possono essere un po’ scolarizzati e ricevere anche assistenza medica. Quando sono pronti per il passo successivo, possono andare in una delle cinque case di Salaam Baalak, due per ragazze e tre per ragazzi.

Il tour finisce e solo poche delle persone che vi hanno partecipato l’hanno trovata un’esperienza deprimente. La maggior parte, come l’americana Catherine Farnsworth, dice di essere commossa e rincuorata dallo spirito e dalla forza dei bambini. “Non si tratta di vergona o altro, stanno solo raccontando la loro storia e vivendo le loro vite”, dice.

Sensibilizzare i visitatori sulle difficoltà dei bambini

Il tour ha ispirato l’autrice Monika Schroeder nella scrittura di un romanzo per bambini sui bambini di strada, chiamato Saraswati’s Way.

Schroeder lavora come bibliotecaria della scuola elementare presso l’Ambasciata americana di Nuova Delhi. Ha viaggiato molto in treno durante i suoi otto anni in India e dice di essere sempre stata incuriosita dalle vite dei bambini che aveva visto sopravvivere lì.

“Mi sono sempre chiesta – come sono arrivati lì? Dove vanno la notte? Dove sono i loro genitori? Cosa mangiano? Perché non sono a scuola?” dice.

Quando decise di rispondere a queste domande con un romanzo, le sue ricerche l’hanno portata a Salaam Baalak e ai suoi tour.

Mishra dice che l’idea del tour è venuta ad un volontario inglese che ha lavorato in un rifugio nel 2008. Il volontario concepiva il tour come un modo per i bambini più adulti di migliorare il proprio inglese e di acquisire fiducia in se stessi interagendo con le persone.

Ma Mishra dice che il progetto ha aiutato a sensibilizzare i visitatori, sia stranieri che indiani, circa i problemi dei bambini di strada.

Inoltre sostiene che i bambini di strada che sono passati attraverso i programmi dell’associazione sono riusciti a ottenere diversi lavori, dal casellante all’ingegnere, tra cui anche un attore dei film di Bollywood e un fotografo di fama internazionale.

Li potresti incontrare ovunque, dice Mishra.

Con la collaborazione di: Hieroglifs International

Fonte: www.npr.org – Corey Filntoff

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