NAMIBIA – Si stima che ci siano circa 500 persone che vivono sulle strade di Windhoek. Trovano rifugio in case abbandonate, dormono sotto i ponti.

Mary (il nome è stato cambiato) ha iniziato a vivere sulla strada all’età di 8 anni. Questo è avvenuto per un anno fino a che il Ministero per le pari opportunità e per i diritti dell’infanzia l’ha trovata ed inserita nel suo programma di integrazione scolastica. “Ho vissuto con mamma, ma a casa non c’era cibo”, dice Mary, aggiungendo che sua madre era malata e disoccupata. La bambina aveva dunque lasciato la sua casa e viveva con altri coetanei in rifugi di fortuna.

Mary dice che non era facile vivere lì in quanto spesso si è vittime di abusi. Dovevano mendicare per ottenere del cibo, spiega. “La nostra vita non era piacevole. Non mangiavamo in maniera appropriata, ma oggi almeno ho dei prodotti per l’igiene…c’è una differenza adesso”.

Oggi Mary ha 17 anni e frequenta la scuola. Ha dovuto prendere una pausa dai suoi studi in quanto recentemente ha avuto un bambino.

“Ci prenderemo cura del bambino e tornerà a scuola il prossimo anno”, ha detto il dirigente del centro.

Mary è una dei tanti bambini che hanno partecipato all’evento organizzato dal Ministero per le pari opportunità e per i diritti dell’infanzia finalizzato ad analizzare le strategie per aiutare i bambini a lasciare la strada e a diffondere la consapevolezza dell’esistenza del centro in modo da ridurre il numero dei bambini di strada.

Il dirigente ha dichiarato di avere 105 bambini di età compresa tra i nove ed i 21 anni nel loro programma di integrazione scolastica. “Tra i nostri ci sono stati agenti di polizia. Alcuni studiano a Cuba o persino presso il nostro Ministero”, ha detto il dirigente per sostenere l’efficacia del programma.

Ha aggiunto che alcuni dei bambini vengono mandati nei collegi per impedir loro di tornare in strada: “non stanno con noi, solo coloro che non hanno famiglia sono messi in strutture per l’infanzia”. Il portavoce del ministero ha detto: “Alcuni dei bambini sono abbandonati dai loro genitori. Altri sono vittime di abusi e scappano di casa. Finiscono in strada, dove, appartenendo ad un gruppo, si sentono amati. Ecco perché difficilmente si vedono bambini di strada camminare soli, loro diventano una famiglia”, ha spiegato il portavoce. Le attività organizzate dal Ministero per la giornata hanno incluso quella di fare il bucato ai bambini, offrendo loro un posto per lavarsi, cibo, prodotti per l’igiene ed uno stand di abbigliamento, dove hanno potuto prendere dei vestiti. Il Ministero aveva organizzato anche un salone per le ragazze, così come un barbiere per i ragazzi, attività sportive e sessioni con gli operatori sociali per trovare eventuali famiglie o per il reinserimento scolastico.

Fonte:  All Africa

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