BRASILE – Tra il 14 di settembre e il 2 ottobre 2015 il Comitato dell’ONU per i diritti del bambino si è riunito a Ginevra per analizzare la situazione delle condizioni dei diritti dei minori in vari paesi (Brasile, Bangladesh, Cile, Cuba, Kazakistan, Madagascar, Polonia, Timor est, e Emirati Arabi Uniti, Brasile).

Il Comitato si è definito preoccupato riguardo la condizione dell’infanzia dei bambini di strada e delle favelas brasiliane. La situazione drammatica dei “meninos da rua” in Brasile è stata analizzata in relazione a due fenomeni, la connessione tra i bambini di strada e la criminalità brasiliana e la violenza da parte delle forze di polizia. Infatti i bambini di strada vengono spesso ingaggiati in gang e utilizzati da parte delle organizzazioni criminali per i loro fini malavitosi.

Inoltre istituzionalmente non vengono protetti anzi sono spesso vittime di un abuso di potere da parte della polizia brasiliana (Unidade de Polícia Pacificadora UPP e Batalhão de Operações Policiais Especiais BOPE) che, nella maggior parte dei casi, rimane impunita; proprio a questo proposito il Comitato ha invitato lo Stato a sorvegliare maggiormente le forze dell’ordine e il loro operato, e soprattutto a sanzionare gli episodi di violenza. In un gioco a parti inverse infatti lo Stato che dovrebbe tutelare i diritti dell’infanzia non solo non se ne occupa, ma permette il verificarsi di atti di violenza e tortura da parte della polizia, che dovrebbe avere il ruolo di difendere i minori.

Inoltre il Comitato ha posto l’accento sull’incremento di episodi di violenza su bambini e ragazzi di strada da parte della polizia. Fenomeno che si è registrato sia durante la Coppa del Mondo del 2014 e che è in aumento anche oggi in vista delle Olimpiadi del 2016 secondo un’operazione di “clean-ups” delle strade volto a nascondere il fenomeno dei bambini e dei ragazzi di strada.

Fonte: Rapporto finale sul Brasile del Comitato dell’ONU per i diritti del bambino e CRC 70th session – Brazil

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