Bambini di strada, Pakistan, bande criminali, terrorismo, estremismo, violenza, sicurezza. Questi i temi trattati in questo interessante articolo di Annabel Symington del 2014.

KARACHI – “So come funziona la strada”, si vanta Umar.

Umar ha 14 anni, ma è per strada da quando ne aveva 10. Suo padre si è risposato quattro anni fa e la sua matrigna ha spinto lui e suo fratello, Abdal, fuori di casa.

Persi in una citta di più di 20 milioni di abitanti, circa 200,000 bambini vivono sulle strade di Karachi – una popolazione invisibile. E ora alcuni di loro iniziano a lavorare come spie e corrieri per i gruppi terroristici.

Karachi è stata a lungo una metropoli notoriamente violenta in cui bande criminali, partiti politici ed estremisti sgomitavano per assumere il controllo. Ma negli ultimi anni le tensioni politiche, religiose ed etniche all’ordine del giorno si sono intensificate. Le violenze talebane e le alluvioni del 2010 e del 2011 hanno condotto ondate di migranti verso Karachi, sfidando la datata supremazia dei Muhajirs -che parlano Urdu- sulla città e le sue strade.

La città non ha soddisfatto le aspettative e le speranze dei nuovi arrivati. Molti dei loro bambini sono stati obbligati a vivere e lavorare sulle strade. Altri ci sono arrivati a causa delle pressioni dei coetanei, dell’abuso di droghe o degli abusi domestici, dice Ali Bilgrami, direttore di un programma presso la Azad Foundation, una ONG locale che si occupa dei bambini di strada a Karachi.

I bambini sono un target facile sia per le bande criminali che per i militanti Talebani che hanno iniziato ad arrivare in città alla fine del 2010 inizialmente per assistenza medicale. Dal 2010 i Talebani sono diventati più radicati nella parte Pashtun di Karachi, entrando in competizione con i gruppi criminali locali e le mafie, utilizzando la città per raccogliere fondi attraverso l’estorsione ed i sequestri. Sia i Talebani che le bande locali reclutano messaggeri nell’ampia parte di popolazione composta da bambini di strada che si è creata a causa delle migrazioni.

Ho incontrato Umar, suo fratello Abdal ed un altro bambino di strada, Sajjad – i nomi sono stati cambiati come misura precauzionale – presso gli uffici della Azad Foundation in un’area residenziale nel centro di Karachi. Sulle pareti ci sono cartelloni disegnati a mano che spiegano come lavorare con i bambini. Il fatto che qualcuno li ritenga necessari non è rassicurante. “Non provate a fare sesso con i bambini. E’ una seria offesa”, si legge tra le raccomandazioni. “I bambini di strada devono essere trattati con rispetto e dignità”, dice un altro.

Il mondo che questi ragazzi abitano è brutalmente duro. Sajjad dice di essere spesso immischiato in risse, ma che partecipa attivamente solo quando crede di poter vincere. Quando viene sfidato da qualcuno più grande di lui, dice con orgoglio, lo taglia e lo guarda fuggire alla vista del sangue. Tira fuori dalla tasca la lama arrugginita di un rasoio per mostrarmela. Le sue braccia sono coperte da cicatrici. Ha solo tre dita in una mano, ma non dice come ne ha perse due.

Le braccia di Abdal sono ugualmente segnate. Lui indossa una moneta all’orecchio, definendola di tendenza.

Tutti i ragazzi vivono in Saddar Town, il centro commerciale di Karachi dove recentemente si è riportata una crescita per quanto riguarda il fenomeno dell’estorsione da parte dei gruppi legati ai Talebani e alle mafie. In Saddar Town, l’economia informale di Karachi cerca di conquistare spazio vicino ai nuovi uffici dell’élite pakistana emergente.

Le strade sono trafficare da auto, moto e venditori ambulanti che vendono di tutto, dai ricambi auto alla frutta fresca. I vecchi edifici coloniali sono ora stati eclissati dagli alti palazzi pieni di uffici, sedi delle più grandi aziende pakistane. Hotel a cinque stelle sono spuntati dietro gli angoli dei mercati che vendono vestiti di seconda mano per i più poveri di Karachi.

Umar lavora e dorme fuori da una banca, vicino ad un ristorante che da gli avanzi ad i bambini di strada, dice. Abdal lavora con una persona che raccoglie l’immondizia, spingendo una carriola per le strade e raccogliendo rifiuti. Sajjad è meno specifico riguardo al suo lavoro.

“I bambini devono essere affiliati a delle bande per ricevere protezione”, spiega Yusuf Shah, un attivista dell’Azad Foundation, che ha lavorato per le strade con i bambini per quattro anni.

Le bande di bambini di strada tradizionali sono composte da bambini guidati da un adulto ugualmente cresciuto per le strade, dice Shah. I guai in cui sono coinvolti sono spesso legati alle guerre di territorio e le droghe sono spesso per uso personale. Ma adesso, dice Shah, queste bande di bambini sono spesso utilizzate da più grandi gruppi criminali e estremisti.

I bambini di strada sono una popolazione invisibile – ignorati dalle amministrazioni locali, una piaga per i residenti locali, vittime di abusi da parte della polizia – ed è esattamente questo che li rende utili. Loro possono portare armi ed estorsione per la città. “Danno loro armi per omicidi mirati”, dice Bilal Ahmed, un consulente e ricercatore circa il collegamento tra i bambini di strada ed il crimine a Karachi. Gli omicidi mirati sono quasi quotidiani a Karachi e sono attuati per uccidere membri di gruppi minoritari, tenendo tutta la comunità in uno stato di paura.

I bambini di strada sono inoltre sfruttati per far passare messaggi tra i gruppi terroristici, i quali hanno paura di essere intercettati, dice Ahmed.

“Usano qualsiasi tattica per entrare in contatto con i bambini”, dice Ahmed, ma generalmente gli estremisti reclutano i bambini promettendo loro soldi o droga piuttosto che l’ideologia islamica, lui dice. “Non recitano i versi del Corano”, dice Ahmed. “Sono rari i casi in cui hanno un’ inquadratura religiosa”. Solo pochi tra i più grandi giustificano i loro atti con la religione.

Le bande e gli estremisti hanno presa su di loro in quanto i bambini sono giovani e soli. “E’ il fattore di sicurezza. I bambini si sentono sicuri con gli adulti e gli adulti hanno un certo potere sui bambini. I leaders delle bande, delle comunità, i criminali hanno più potere e i bambini sono attratti da loro in quanto si sentono più sicuri”, dice Amhed.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO

FONTE: Global Post

CONDIVIDI