AUSTRALIA – Migliaia, decina di migliaia di bambini sono dimenticati, di gran lunga troppi, abbandonati, dai nostri governi, in questa nazione, nella 12esima economia più grande del mondo – in una delle Nazioni più floride del globo. Genericamente, gli australiani non hanno idea di quanti bambini di età inferiore ai 12 anni vaghino nelle nostre strade – senza casa – di quante famiglie errino nelle nostre vie – senza un posto dove stare.

Più di 20,000 bambini sotto i 12 anni sono senzatetto – questo è un abominio morale.

Pressoché nulla è stato fatto a riguardo. Questo niente di fatto è un abominio morale, un atto d’accusa deplorevole degli abbienti in contrasto con i non abbienti. Tutto questo è una deprecabile accusa ai nostri governi e prova della rottura della loro bussola morale, di un’incapacità da parte loro di organizzare l’agenda della nazione selezionando i bisogni basilari.

Ieri, ho trascorso la giornata con un’altra numerosa famiglia di senzatetto – con come singolo genitore, una madre di 50 anni, Tanya, con i suoi sei bambini e un nipote, il piccolo Jerry – di due anni e mezzo. Né il piccolo Jerry, né la sua giovane madre ed i suoi zii e le sue zie, i più giovani dell’età di 10 e 11 anni, nessuno di loro dovrebbe vivere in tal modo, per le strade. Ed invece non hanno altra scelta.

Non siamo stati messi su questa Terra per tradirci l’un l’altro, eppure sembriamo inclini a tradire coloro che hanno più bisogno.

La famiglia di Tanya non ha una casa dall’ottobre 2014 ovvero da quando la casa in cui vivevano è stata loro sequestrata poiché non potevano permettersi di pagare le bollette.

Se la meritocrazia diventa uno spietato paradigma e un ambiente sicuro solo per gli uomini di successo e se la meritocrazia continua a punire coloro che restano indietro, coloro che non hanno avuto successo materialmente parlando, successo dal quale troppi sono ossessionati, allora il fenomeno crescerà a dismisura. Stiamo vivendo in una società dove molti fanno bene, ma sempre più persone vivono al di sotto della linea di povertà – in realtà in milioni vivono sotto questa linea. Per molti di loro, solo poche buste paga li separano dal perdere l’abitazione.

L’anno scorso, mi si è spezzato il cuore quando ho visitato Sydney’s Wentworth Park ed ho visto con i miei occhi la quantità di sfollati nella città più ricca dell’Australia – più di 200 tende di gente senza dimora – una tendopoli nel centro di Sidney. Secondo l’ultimo censimento, Wentworth Park registra approssimativamente la presenza di 300 di loro. Ma cosa ne è stato di queste persone? Il Consiglio comunale di Sidney senza pietà ne ha da allora “sfrattate” la maggior parte dal parco – prendendo le loro “dimore” e molti del loro averi. Chi lo fa? Certamente i Consigli comunicali delle Città di Sidney e di Perth possono, senza battere ciglio. Molti dei senzatetto sfrattati dall’unico posto sicuro Wentworth Park, o coloro che hanno visto sequestrare le proprie tende dalla città di Perth, ancora una volta dormono in vicoli congestionati, rannicchiati. Molti di loro temono queste trappole solitarie poiché troppo spesso cadono vittime di violenza, pestaggi ed assalti sessuali.

A Sidney molti senzatetto, per rimanere al sicuro dagli attacchi notturni, dormono in piena vista, negli angoli delle strade, fuori o dentro le stazioni ferroviarie e nei depositi degli autobus.

Di recente ero nuovamente a Sidney e camminavo di notte presso la Stazione Ferroviaria Centrale dove i senzatetto stavano dormendo uno accanto all’altro, fuori dalla stazione. Una città benestante li circonda mentre loro sono abbandonati, dimenticati, come fossero intoccabili. Dentro al perimetro esterno della stazione c’erano circa 50 persone, giovani e anziane, dormienti. Quella notte, la temperatura sfiorava i 2 gradi Celsius.

In ogni angolo della strada, a colpo sicuro, nel cuore dell’area commerciale “sacra” del vivace centro di Sidney ci sono senza tetto accovacciati ad elemosinare qualche moneta. Questa condizione è tristemente presente in ogni città dell’Australia, ma Sidney è lo specchio di ciò che a breve sarà di molti altri paesi se non ci facciamo avanti per incidere sui bisogni dei più vulnerabili, dei nostri senzatetto e dei nostri bambini nelle strade.

Il piccolo Jerry, la sua mamma, i suoi zii e le sue zie, la sua nonna, non meritano questo. Ma è quello che hanno. Non esiste lascito più grande che una società possa avere, che ognuno di noi può avere, che aiutarci l’un l’altro oltre a migliorare la sorte degli altri, oltre a cambiare le vite, oltre a salvare le vite.

Questa famiglia occupava abusivamente una casa vuota in una zona interna della città di Perth; era tutto quello hanno potuto trovare. Hanno rinunciato all’assistenza di sicurezza del Dipartimento di Housing, di Homeswest e delle associazioni no-profit. Gli Ufficiali di Contea, scortati dalla Polizia li hanno recentemente cacciati fuori dal loro rifugio, e hanno inchiodato un cartello sull’edifico sequestrando la proprietà. Gli hanno intimato di non tornare.

Furono forse destinati ad una sistemazione d’emergenza? A qualsiasi forma di custodia anti-crisi?  Potreste pensarlo. Ovviamente no, fu solamente detto loro di spostarsi. Si, la società può anche buttar via i suoi vari strumenti, le bussole morali, tanto non funzionano.

Ho sempre pensato che tutte le strutture – che tutti i Consigli, le Contee, gli strumenti governativi, i Governi, le Organizzazioni – fossero persone. Tutte le strutture sono fatte di persone. Tutte le politiche sono create dalle persone, plasmate da loro. Dove sono gli individui in queste “strutture” nel farsi avanti, nel perseguire un cambiamento, nell’ evidenziare i bisogni di base, nello spingere l’interesse, nell’ opporsi coscientemente? In troppi hanno troppe scuse. Nessuna scusa è contemplata, nemmeno una.

Troppi ufficiali negli strumenti governativi dicono che per i senzatetto, coloro in difficoltà economiche e sull’orlo dal perdere la dimora non c’è nulla che possono fare – e che dovrebbero comprare alcune tende e montarle in qualche posto fuori dalla vista, in qualche posto relativamente sicuro.

A Perth Jennifer Kaeshagen ed io abbiamo assistito molte di queste famiglie. Siamo stati in grado di fare per queste famiglie ciò che i dipartimenti governativi e le organizzazioni finanziate hanno fallito, e cioè trovare loro una casa. L’anno scorso abbiamo trovato dimora ad una famiglia con 8 bambini condannati a vivere in una costruzione crivellata d’amianto senza acqua ed elettricità. Abbiamo trovato casa ad una famiglia con sei bambini, rimasti per 10 mesi a vivere in tende fuori da una grande autostrada. A gennaio, Jennifer ha fatto lo stesso per una famiglia di 9 bambini, il più piccolo, di 30 giorni. E così via, ma purtroppo esistono “tsunami” come onde di estrema povertà, di senza casa, di piccole e grandi famiglie gettate nelle strade.

Dove c’è la volontà ci può essere una via. Per la prima volta, voglio descrivere ciò che ho fatto per 10 anni.

Ho tolto dalle strade oltre 140 persone per dar loro un’educazione, un impiego e in gran parte anche una casa. Ne ho portati molti nella nostra università di Perth attraverso dei programmi di entrata alternativi. Molti di loro li ho portati all’Università di Murdoch dove per diversi anni sono stato il Manager Generale della Murdoch University Student Guild e il Coordinatore di Students Without Borders. Ho lavorato fianco a fianco all’Equity Department all’Università e usato i loro programmi d’entrata per aiutare coloro che lo necessitavano maggiormente. Per assisterli nella fase iniziale, ho creato un programma dietro l’altro – programmi privati e risorse telematiche di alfabetizzazione – per integrarli più in fretta, per garantire che la maggior parte di loro potesse avere successo nell’educazione universitaria.

Molti di loro sono ora molto competenti, uno di loro lavora in uno dei più alti uffici governativi.

Dove sono i nostri governi? Dove sono coloro che costituiscono i nostri governi? Perché le persone si legano ai partiti politici e rincorrono le candidature?  È forse per aiutare i loro compagni, per rimediare ad un torto o semplicemente lo fanno per loro stessi? Dove sono i parlamentari che senza sosta mirano a raggiungere la giustizia, l’uguaglianza, a fare la differenza, nel dare una casa alle persone ad esempio? Coloro che noi votiamo nel Parlamento necessitano di sostenere queste battaglie, di essere instancabili, e non solo parlarne, come se fosse un argomento da nascondere, una volta ogni tanto.

Più di 20,000 bambini sotto i 12 anni sono nelle nostre strade per gridare forte e chiaro che questo è il più deplorevole degli abomini. Il fatto che circa un milione di bambini australiani viva sotto la soglia della povertà è un abominio. Il fatto che i nostri Governi non facciano pressoché nulla a proposito è un’indecenza. Per la loro attitudine nullafacente avremo un milione di australiani senza casa entro il 2050 e questo è una disgrazia.  È una disgrazia poiché non si sarebbe mai dovuto arrivare a questo. Arriveremo a questo perché lo permettiamo.

Il fatto che il 7% dell’intera regione di Kimberley sia caratterizzata dal fenomeno dei senzatetto e che circa il 100% di loro siano costituiti da Aborigeni e/o da Torres Strait Islander (popolazione indigena) è un abominio morale – ed in quanto limitato ad una determinata razza, diventa inesorabilmente razzismo.

Il fatto che il 7% dei primi abitanti del Northern Territory’s siano senza casa è un abominio morale, limitato ad una determinata razza e quindi razzismo.

Ho sofferto mentre stringevo il piccolo Jerry. Ho sofferto mentre guardavo nei suoi occhi, in quelli di sua madre, negli occhi dei bambini. Ora, stanno dormendo nel parco. La città di Perth ha preso le loro tende e vuole che se ne vadano. Ma dove? In qualche posto dove non possano essere visti. Questo è un atteggiamento nauseante per chiunque.

Dio, aiutali, invece di continuare a torturarli.

Jennifer Kaeshagen sta cercando una casa per loro. Ma non dovrebbe essere così. Non dovrebbe. I nostri governi – locali, statali e federali – dovrebbero inserire il piccolo Jerry, di due anni e mezzo in una casa alle cure di sua madre, e così anche per i suoi zii e zie di 10 e 11 anni e per i loro fratelli.

Nel frattempo, io ed altri, ci incontreremo con i sindaci di tutta Perth per affidare alle loro Contee gli amichevoli senza tetto – ho già scritto ampiamente dei miei amici. Sto incontrando i parlamentari per spingerli a far diventare Perth una città accogliente per loro, questo è davvero il minimo che possiamo fare per supportare le persone che hanno bisogno di noi, per fargli assaporare un frammento di dignità umana.

Fonte: The Stringer – Gerry Georgatos

Foto: © http://www.theaustralian.com.au/

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