SIERRA LEONE – Nel tentativo di affrontare le gravi situazioni che vivono i bambini che lavorano nelle discariche del paese, “Street Child” in Sierra Leone (SCoSL)  in collaborazione con il Ministero della Previdenza Sociale, “Gender and Children Affairs” (MSWGCA) e con i fondi del  “Comic Relief” attraverso il “Child Hope” del Regno Unito, ha fornito supporto per circa 540 bambini e ha trasferito trenta famiglie.

Il sostegno all’istruzione e la delocalizzazione dei bambini che vivono nelle discariche, sono gli obbiettivi all’interno di un progetto pilota diretto a 50 famiglie beneficiarie.
Il sostegno all’istruzione viene offerto sotto forma di materiale didattico costituito da quaderni, libri di testo, uniformi, scarpe, zaini, calcolatrici scientifiche, penne, matite, ecc… I beneficiari del sostegno all’educazione e  della delocalizzazione sono bambini e genitori che risiedono nelle discariche e per lo più si guadagnano da vivere scavando tra i rifiuti.

Se facciamo una panoramica del progetto, il responsabile dei programmi e dei donatori di “Street Children”, Sia Lajaku-Williams, ha rivelato che il progetto è iniziato nel 2014 come un programma pilota e lavora con cinquanta famiglie beneficiarie con l’obiettivo principale di mandare i bambini a scuola e trasferire le famiglie in ambienti migliori.
Ha aggiunto che l’esito della fase pilota ha portato l’inizio di un progetto di tre anni. Il progetto si propone di tenere i bambini lontano dalle discariche e mandarli a scuola, facendo in modo che i genitori che vivono nelle discariche con questi bambini siano anche loro trasferiti ambienti di vita migliori.
La signora Lajaku-Williams ha detto che “Street Child” sta attuando il progetto con due organizzazioni comunitarie in quattro discariche nel Comune di Freetown e mira a 540 beneficiari.
Ha rivelato che “Street Children” a Kissy funziona a Bomeh Dump Site, Approved School a Portee Wharf con 310 beneficiari; “CODWELA” a Waterloo Dumpsite con 100 beneficiari e “Future for Children” a King Tom Dumpsite con 130 bambini.
“Sono orgogliosa di farvi sapere che tutte le città  sono soddisfatte dei risultati, alcuni hanno già ricevuto il sostegno  e altri  lo stanno ricevendo”  dice la signora Ljaku-Williams.

Nel suo discorso rivolto al “Ministry of Social Welfare” e al “Gender and Children Affairs”, Fatmata Ansumana, Capo dei Sevizi Sociali al Ministero, dice che “Street Child” è uno dei partner affidabili e di fiducia per il Ministero perchè lo ha sempre sostenuto per il raggiungimento del suo scopo e degli obiettivi. ”
Ha detto che il programma di sostegno educativo attuato da “Street Children” e gli obiettivi sono già di dominio pubblico, sottolineando che ciò è ” sorprendente per tutti”. Ha osservato anche che l’aspetto della delocalizzazione delle famiglie che vivono in discariche è particolarmente vantaggioso per i bambini, il cui futuro era messo in gioco in tali discariche. Ha ricordato ai genitori di utilizzare il denaro offerto con lo scopo di utilizzarlo per spostarsi in aree non pericolose e non a rischio per la vita dei bambini.

Vi assicuro che il modo migliore per investire nel vostro futuro è quello di investire nella formazione del vostro bambino,” ha dichiarato la signora Ansumana, e ha ribadito che il suo Ministero sosterrà  il progetto al fine di garantirne il successo.

Il Responsabile della Comunicazione e del progetto di “Street Children” Mosè Kamara, ha rivelato che il partenariato con “Comic Relief”  avrà una durata di tre anni.
Egli ha aggiunto che, alla fine del progetto, la sua organizzazione avrà aiutato, un milione 620 (1.620) bambini che vivono nelle discariche e trasferito le loro famiglie in aree abitative sicure.

Mr. Kargbo, Procuratore Generale del  Ministro della Giustizia,  si è assicurato, inoltre, che gli esecutori del progetto siano preparati e dotati di attrezzi di protezione, tra cui giacche, stivali da pioggia, cappotti, maschere nasali, disinfettanti per le mani, ecc.. per migliorare l’ efficacia del lavoro e raggiungere l’obiettivo dell’organizzazione .

Uno dei beneficiari ha detto alla giornalista: “Sono rimasta incinta due anni fa e la mia famiglia mi ha abbandonato. Dopo il parto, ho chiesto a mio padre di mandarmi a scuola, ma lui ha rifiutato. Mi ha lasciato senza speranze, ma avevo un sogno quello di andare a scuola, grazie al sostegno ricevuto da “Street Children” ho realizzato il mio sogno.”.

Fonte Awoko

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